Aporofobia, conosciamola per evitare di lasciarci “contagiare” dall’indifferenza

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Continuano gli appuntamenti del lunedì sera di #Mezzoracon condotti da don Geremia Acri sulle pagine facebook di Casa Acc. S.M. Goretti e della comunità Migrantesliberi. Dialoghi aperti agli ascoltatori che vedono la partecipazione live di ospiti illustri impegnati nel sociale, nelle arti della cultura, nelle parrocchie e nei luoghi deputati ad accogliere e a formare uomini e donne migliori.

Con il dott. Stasolla, presidente dell’ass. 21 Luglio, nell’appuntamento di lunedì 18 gennaio scorso, a #Mezzoracon è stato affrontato anche il tema della “aporofobia”: una paura dei nostri tempi in cui l’individuo rifiuta e tiene a distanza i poveri per non esserne “infettato”. Una paura in costante aumento poiché in relazione alla crisi economica che ha generato nuove fasce di povertà nella società: il ceto medio impoverito dalla pandemia in corso.

«È bene ricordare che la povertà non è una colpa – commenta don Geremia Acri -. Se il Cristianesimo ha, indubbiamente, svincolato la povertà dal concetto di colpa e di maledizione inferta, la modernità e i confort superflui del materialismo sfrenato hanno aumentato le distanze tra i ricchi e chi invece teme di cadere nella miseria. Penso ai genitori separati, ai disoccupati. Chi non è divorziato e teme che questa condizione possa raggiungerlo, prende le distanze da chi è già diventato un nuovo povero poiché il suo “misero” stipendio deve dividerlo tra mantenimento dei propri figli e fitto, utenze comprese, della nuova ed inevitabile abitazione. Chi fino a ieri aveva un lavoro più o meno stabile, ma pur sempre precario, oggi è povero perché la pandemia lo ha costretto a casa e teme che le risorse a sua disposizione possano finire prima o poi.  È, questo della aporofobia, un concetto che fa il paio con il fenomeno della xenofobia seppure con una differenza sostanziale: xenofobo lo si è nei confronti di una cultura, tradizione, religione … che non si vuole conoscere per noncuranza o per mancanza di una motivazione che attrae  (perché devo interessarmene?), aporofobo invece lo si è verso tutti coloro che sono poveri, indipendentemente dalla loro razza, per il timore di incorrere nella stessa condizione.

Alla paura per la povertà si accomuna anche un’attenzione sfegatata per il risparmio (iperopia): tendere a mettere da parte risorse economiche e non consumarle per paura di restarne senza. Atteggiamenti deprimenti che portano persino allo stato di depressione e che incidono negativamente altresì sul sistema economico più allargato che finisce in una situazione di impasse.

In questi tempi di incertezza e fragilità, l’invito è a non sprecare la vita con atteggiamenti egoistici e a non lasciarsi “contagiare” dall’indifferenza. No ai cristiani misurati che non rischiano perché non sono al servizio degli altri. Sì all’altruismo e all’esigenza di indossare le lenti di chi vive condizioni precarie perché solo attraverso la comprensione e l’aiuto incondizionato possiamo profondere aiuti concreti».

 

Di seguito i prossimi appuntamenti di #Mezzoracon in diretta streaming sulle pagine social di Casa Acc. S. M. Goretti e della comunità Migrantesliberi

 

 

25 gennaio ore 19
Marco Omizzolo (sociologo; autore di numerosi saggi di denuncia sul tema del grave sfruttamento lavorativo nelle campagne italiane; autore del libro “sotto padrone edito da feltrinelli, che tratta di agromafie)

8 febbraio ore 19
Francesco Piobbichi (disegnatore sociale che con le matite colorate racconta la sofferenza dei migranti; operatore di mediterranea hope).

15 febbraio ore 19
Luigi Corvo (economista; ricercatore presso il dipartimento di management e diritto, università degli studi di Roma “Tor vergata”; co-founder di open impatto).

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